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Firenze
Scopri il gioiello della Toscana
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La storia di Firenze
59 a.C.: La Fondazione
Anche se la storia di Firenze comincia con gli insediamenti degli etruschi, la sua fondazione risale all'epoca romana, con incertezza grazie alla figura di Silla o di Cesare. Firenze deve il suo nome al termine latino florentia, sia per la vicinanza delle acque del fiume Arno e del Mugnone che, dunque, per la fertilità del terreno circostante ai due fiumi.
493-774: Invasione dei Barbari, dominio Longobardo ed età dei Franchi
Si hanno poche notizie del periodo di guerre (circa 20 anni) per la presa di Firenze tra Goti e Bizantini e della successiva dominazione longobarda, eccetto che questi conflitti lasciarono la città in condizioni disastrose. Fu uno dei periodi più bui, senza ordinamenti e senza cura della città che sprofondò in un altissimo livello di degradazione. Solo con l'avvento di Carlo Magno, Firenze riacquistò prestigio e indipendenza, fino ad essere unita da Lotario I in un feudo unico con quello di Fiesole.
1055-1216: Nascita del Comune fiorentino ed espansione economica
Questo periodo è caratterizzato da lotte religiose che videro un'altissima partecipazione della cittadinanza fino ad arrivare al fanatismo contro il clero.
Tutto questo, visto favorevolmente dalle frange più riformatrici di Roma, portò il Papa Vittore II, ad indire nel 1055 un concilio proprio a Firenze, dal quale vennero presi i primi solenni decreti contro i malanni della Chiesa; in un secondo momento Firenze divenne il rifugio di tutti coloro che erano contro Papa Benedetto X. Queste sommosse religiose, strettamente legate a questioni politiche, avevano come punto di riferimento la contessa di Toscana Matilde di Canossa, intorno alla quale nacque e si organizzò il Comune fiorentino. Guidato dalla media e bassa aristocrazia locale, adottò come politica quella di sostenere e riconoscere l'autorità imperiale.
In questo periodo i rapporti tra Firenze e l'Impero furono minati dalla politica del Barbarossa e di Enrico VI che instaurarono in Toscana un sistema di governo duro e reazionario, reso forte dal continuo stimolo dei traffici commerciali nel campo artigianale ed industriale, soprattutto tessile, ma che dimenticò totalmente la vita culturale.
1236-1250: Lotte di potere e morte di Federico II
Questi anni furono caratterizzati dalle lotte intestine tra Guelfi e Ghibellini; dei primi facevano parte le famiglie che appoggiavano il papa Gregorio IX, i secondi erano invece i seguaci di Federico II. Questi contrasti giovarono solo al cosiddetto "popolo grasso", quella parte di popolazione che si era arricchita col commercio e le attività bancarie e che si era organizzata in Arti, impadronendosi parzialmente dell'autorità cittadina.
Alla morte di Federico II, cacciati quindi i Ghibellini da Firenze, i Guelfi formano un governo denominato "Primo Popolo", composto da un Capitano del popolo, due consigli, uno degli Anziani e l'altro dei Buonomini, scelti tra i commercianti e gli artigiani.
1260: Scontro Guelfi-Ghibellini
Ma le lotte tra Guelfi e Ghibellini si ripresentarono quando i Ghibellini, appoggiati dai senesi, sconfissero l'esercito Guelfo nella battaglia di Montaperti, instaurando per sei anni un governo guidato da un Podestà ghibellino. Questa egemonia terminò definitivamente quando i Guelfi, aiutati a Carlo d'Angiò, tornarono al potere.
1260-1300: Nascita delle Arti e le grandi opere d'Arte
Il potere del popolo grasso delle Arti, suddivise in 12 arti maggiori e 9 minori, aumentò finchè queste associazioni di artigiani e mercanti riuscirono ad instaurare un governo popolare guidato da un Gonfaloniere di giustizia e da sei priori scelti tra i componenti delle associazioni stesse. Nel 1293 vennero promulgati i famosi Ordinamenti di Giustizia che diedero al governo un deciso carattere democratico.
Questo periodo florido e prospero diede il via all'edificazione di quei monumenti che tutt'oggi fanno di Firenze una delle attrazioni artistiche più famose al mondo. Il Palazzo del Podestà, o Bargello, il Duomo, la Casa del popolo, poi Palazzo della Signoria, le Chiese di Santa Croce e Santa Maria Novella, sono tra le strutture più famose tra le quali si mossero artisti come Cimabue e Giotto. Di questo periodo ricordiamo le opere letterarie del sommo poeta Dante.
Ma il benessere portò ben presto a frizioni e discordie tra la cittadinanza e di riflesso all'interno del partito Guelfo, che si divise in Guelfi Bianchi e Guelfi Neri, e cioè fra classe dei mercanti più nobili, detti Magnati, e classe dei mercanti nuovi, arricchiti da poco. I Neri ottennero l'appoggio del papa Bonifacio VIII, che sperava di coronare i suoi piani di politica papale e nepotistica in Toscana. Nel 1302 l'opera era compiuta; i Neri erano padroni di Firenze, mentre i Bianchi fuoriusciti intraprendevano la vana fatica di rientrare in città, fino all'assedio del 1312.
1312-1399: Il potere dei Magnati
In questo periodo il potere si accentrò sempre più nelle mani del partito dei Magnati, arricchitisi grazie al commercio e all'industria, che governando generarono del malcontento all'interno della cittadinanza meno abbiente, la quale insorse nel 1378 con il famoso Tumulto dei Ciompi. I Ciompi, cardatori di lana, imposero come Gonfaloniere di Giustizia il loro rappresentante, Michele di Lando e, per un breve periodo, riuscirono a detenere il potere. Presto i Magnati riaffermarono la loro egemonia, esiliarono Michele di Lando e costituirono un governo aristocratico oligarchico guidato dagli Albizi.
Con questi eventi si concluse il Trecento, secolo nel quale operarono letterati come Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio.
1400-1464: Cosimo dei Medici
Oltre che nel commercio, la famiglia di mercanti dei Medici può considerarsi la fondatrice della prima banca europea, essendo proprietari di un Banco di cambio molto attivo.
Dopo Giovanni de' Medici, nominato nel 1421 Gonfaloniere, assurse ai vertici della vita politica Cosimo, che, di ritorno da un esilio durato un anno, fu accolto dal popolo in maniera trionfale. Pur non avendo mai ricoperto alcuna carica politica, fu per trent'anni il vero governatore di Firenze,chiamato il "padre della Patria".
1464: Lorenzo Il Magnifico
Dopo la morte di Piero de' Medici, figlio di Cosimo, il potere andò a Lorenzo, detto "il Magnifico". Uscito incolume da un attentato, la congiura dei Pazzi (1478) in cui perse la vita il fratello Giuliano, Lorenzo dimostrò una lungimiranza tale che è ricordato come uno degli uomini politici più capaci del tempo. Grazie alla sua politica riuscì ad evitare l'invasione degli stranieri nella penisola italica e proprio grazie a lui, questo periodo è considerato il più florido per l'arte e la cultura italiana.
1492: Morte di Lorenzo dei Medici
Questo periodo di pace si concluse con la morte di Lorenzo. Ad approfittarne fu Carlo VIII che scese invase l'Italia, senza che Piero, figlio di Lorenzo, opponesse resistenza. Con la fuga di Piero de' Medici fu facile per Carlo VIII entrare in Firenze, anche se il suo dominio fu di breve durata. La città fu poi guidata da un governo repubblicano guidato da Girolamo Savonarola, frate domenicano oppositore dei Medici, la cui politica dispotica e sanguinaria portò alla morte. Nel 1498 fu arso vivo, accusato di eresia. Ciò permise il ritorno dei Medici, appoggiati dai papi Leone X e Clemente VII, essi stessi parte della famiglia.
1530-1737: Granducato di Toscana
Sotto la guida prima di Alessandro poi di Cosimo, i Medici furono nominati prima Duchi di Firenze e poi Granduchi della Toscana, includendo Siena e Pisa al loro dominio. A Cosimo successe il figlio Ferdinando I, il quale riorganizzò economicamente lo Stato.
Venne ampliato il porto di Livorno, incrementata l'agricoltura e fondata l'Università di Pisa, nella quale si laureò Galileo Galilei. I successori non ebbero la stessa rilevanza dei predecessori e le ntamnte la dinastia dei Medici andò perdendo la propria egemonia.
1737-1859: Il regno dei Lorena
In questo periodo il sovrano di maggior spicco fu Leopoldo II che rimase in carica dal 1824 al 1859. Grazie alla sua politica, Firenze tornò ad essere uno dei centri più importanti sotto il profilo artistico e culturale.
1865-1870: Italia unita - Firenze capitale
Grazie al plebiscito del 12 marzo 1860 la Toscana si unì al regno di Sardegna. Firenze fu scelta come capitale del nuovo regno. Dal 1865 al 1870 Palazzo Pitti ospitò la reggia, il Palazzo della Signoria il parlamento, il palazzo Riccardi gli interni e la presidenza del consiglio.
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