Grand Hotel Mediterraneo. Splendido Hotel a Firenze, Toscana
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Ora locale: 01:12:25 PM
43° 45' 58. N - 11° 16' 17. E

METEO FIRENZE temperatura
17/5/2008 Molto Nuvoloso 22°C


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I musei a Firenze

Galleria dell'Accademia
Via Ricasoli 58/60 Apertura: Da martedì a domenica, dalle 8.15 alle 18.50 Chiusura: Lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio.
Galleria dell'Accademia La galleria ospita esempi di sculture e dipinti dei grandi maestri fiorentini del XIV e XV secolo che hanno fatto di Firenze la capitale dell'arte. Fu fondata nel 1784 per volere del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena affinché gli allievi dell'Accademia delle Belle Arti potessero approfondire i loro studi alla luce dei grandi capolavori che vi erano esposti. Nel 1873 vi arrivò il David, qui trasferito per sottrarlo alla crudeltà del tempo e delle intemperie, ma solo nel 1882 il capolavoro michelangiolesco troverà la sua collocazione nella Tribuna appositamente progettata da Emilio de' Fabris. Nel tempo la Galleria divenne famosa per la raccolta delle sculture di Michelangelo e si arricchì dei capolavori della pittura e della scultura di artisti famosi e meno famosi che hanno reso Firenze una delle capitali dell'arte. La Galleria è allestita su due piani dei quali, il piano terra è sicuramente quello più famoso e ammirato. Il percorso si apre con la Sala dell'Anticolosso dove attualmente è collocato l'originale in gesso del Ratto delle Sabine (1582) del Giambologna. Dipinti sacri ornano le pareti accogliendo il visitatore con meraviglie quali il Cristo in Pietà di Andrea del Sarto e la Deposizione della Croce di Filippo Lippi. Da questa sala si accede alla Galleria dei Prigioni, un corridoio che ospita una serie di sculture incompiute di Michelangelo; tra queste, la famosa Pietà da Palestrina, pervenuta alla Galleria nel 1940. L'opera risulta sproporzionata nelle dimensioni, tanto che è stata solo attribuita a Michelangelo, quasi a voler privare il grande scultore di un così grave fallimento artistico. Sullo sfondo domina incontrastato nella sua tribuna il David di Michelangelo, simbolo della città di Firenze sin dal tempo dei Medici. La statua rappresenta il personaggio biblico in attesa di combattere con il Gigante Golia: l'astuzia, vigile e attenta, che aspetta di battersi con la forza. Nei due bracci laterali della tribuna sono posti gli esempi dell'arte fiorentina cinquecentesca: dipinti sacri dalle tinte forti e cupe come la Disputa sull'Immacolata Concezione di Carlo Portelli. La galleria di gessi è stata aperta al pubblico solo nel 1985. Spiccano i circa 300 busti dei rappresentanti dell'alta borghesia, nei quali si espresse l'abile mano da ritrattista del Bartolini, e il tema mitologico (Voto dell'Innocenza, Venere,…). Il percorso, al piano terra, termina con le Sale Bizantine in cui sono raccolti gli esempi della pittura fiorentina della prima metà del '300. Nella prima delle tre sale ad attirare l'attenzione è L'Albero della Vita, illustrazione al testo letterario 'Lignum vitae' (S. Bonaventura) realizzata da Pacino di Bonaguida che in esso raffigurò episodi della vita di Cristo e dei Santi e storie della Genesi. Nella seconda sala sono da ammirare le Formelle dipinte da Taddeo Gaddi verso il 1330 per ornare un armadio reliquiario della basilica di Santa Croce. Infine, la sala è dedicata ad Andrea, Nardo e Jacopo di Cione, i tre fratelli Orcagna i cui dipinti sacri sono espressione del Trecento fiorentino. Le quattro sale del primo piano sono state allestite ed aperte al pubblico nel 1985: la prima ospita i dipinti di Giovanni da Milano e di altri pittori fiorentini, la seconda raccoglie gli esempi della pittura fiorentina della seconda metà del Trecento tra cui le tinte forti e cupe di Andrea Orcagna, mentre la terza ospita una selezione di opere di Lorenzo Monaco (1370-1423), famoso pittore e miniatore. La quarta ed ultima sala raccoglie gli esempi della pittura tardo-gotica fiorentina nelle illustrazioni di Lorenzo Monaco e del Gotico internazionale con Gherardo Starnina ed altri artisti a lui contemporanei.

Galleria degli Uffizi
Galleria degli Uffizi È Francesco I (1541- 1587) a realizzare una Galleria d'arte al secondo piano del Palazzo degli Uffizi per deliziarsi, passeggiando, di una raccolta di pitture, sculture e arazzi della collezione di casa Medici. Dopo i lavori di restauro, ammodernamento e adattamento, oggi la Galleria degli Uffizi è una delle più celebri del mondo: una collezione che conta migliaia di opere provenienti da una passato ricco di creatività e fervida fantasia artistica. La galleria rappresenta il simbolo della vocazione al collezionismo e mecenatismo dei signori della città, degli uomini illustri che l'hanno vissuta. Parte della raccolta è frutto delle commissioni delle corporazioni di arti e mestieri che permisero quegli scambi commerciali, culturali e artistici che hanno fatto di Firenze una delle capitali mondiali dell'arte. Altre opere provengono dalle donazioni diplomatiche, dallo spoglio di antichi conventi, eredità dinastiche. Sarà l'ultima esponente di casa Medici, Anna Maria Luisa, a rendere la Galleria un bene pubblico e inalienabile, cedendolo ai Lorena a condizione che restasse un luogo aperto al pubblico. Oggi la Galleria si presenta come una ricca eredità di un passato dai mille risvolti e dalla infinita creatività che ha reso Firenze luogo di incontro e di scambio dei più importanti artisti italiani e stranieri. Dalla biglietteria si accede all'Aula di San Pier Scheraggio, superstite navata centrale dell'antica chiesa distrutta per l'ampliamento di via della Ninna. Oggi è un espositivo ricco di decorazioni di epoca romana e medievale tra cui resti di affreschi storico-religiosi di Andrea del Castagno. Ritornando alla biglietteria si trova l'accesso allo Scalone Vasariano che porta al primo piano. Dopo un grande atrio, è l'accesso alle sale di esposizione e consultazione del Gabinetto dei Disegni e Stampe: una ricca raccolta di disegni, strumento di studio di artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Pontormo, Vasari e altri. E' una delle raccolte più grandi e importanti del mondo ed ha origini antichissime; iniziata da Lorenzo dè Medici, fu continuata dai suoi successori. Oggi, purtroppo, non è visitabile se non per motivi di studio. Attigui sono la ricca Biblioteca e gli spazi riservati alle mostre temporanee. Dall'atrio di ingresso si accede allo scalone che porta al secondo piano dove è la Galleria.

Museo Archelogico
Museo Archelogico Dal 1880 il Palazzo della Crocetta ospita il Museo Archeologico Nazionale di Firenze: ricche e preziose raccolte a testimonianza di culture ormai estinte, ma sempre vive e radicate nella storia dell'uomo. Reperti dell'età Paleolitica e protodinastica della civiltà egizia: Antico, Medio e Nuovo Regno, fino all'epoca Copta (310 d.C.) si concretizzano in utensili domestici, strumenti di bellezza e corredi funerari (sale I-V). Tra gli oggetti di culto di questa civiltà politeista, il Museo espone alcuni frammenti di papiro con alcuni capitoli del Libro dei Morti: una raccolta di formule e rituali per la sopravvivenza del defunto nella vita ultraterrena (sala VI), aspetto essenziale della cultura di questo grande popolo. La sala XI ospita alcuni strumenti relativi al rito della Mummificazione, i cosiddetti Vasi Canopi: contenitori per gli organi vitali del defunto ed essenziali per il corredo funerario. La seconda sezione del Museo è dedicata all'arte Etrusca, con le sculture funerarie e le urne cinerarie in terracotta di produzione chiusina (III- IV a.C.). La sala IX ospita la più importante: Mater Natura, una statua cineraria raffigurante una donna con un bambino in braccio, ritenuta simbolo di fecondità e maternità. La sezione Etrusca ospita una bronzistica ricca di oggetti devozionali, utensili domestici, bronzetti di animali e figure umane in atto di offerta (sala XIV). Infine, una serie di armi antiche in bronzo da attacco (pugnali, elmi, coltelli e lance) e scudi per la difesa, ritenuti una protezione per il cuore (VII a.C.). La terza sezione è dedicata alla Ceramica Attica e alle sue anfore funerarie, tazze e vasi geometrici del secolo VIII a.C., con scene di vita e di ratto, immagini mitologiche, gare tra atleti e corse tra carri e cavalli che ornano la produzione del famoso pittore attico Lydòs (560 a.C.). Una quarta sezione ospita numerosi bronzi romani: ritratti, elmi, statue e maschere di nobili e valorosi eroi. Molto importanti i due Elogia Arretina dedicati a Quinto Fabio Massimo e Appio Claudio Cieco: due tavole marmoree che illustrano il nome, la carriera, le imprese militari e gli impegni politici del personaggio cui si riferiscono.

Museo nazionale del Bargello
Museo nazionale del Bargello Il palazzo di pietra più celebre della città fu costruito su commissione (1255) della Fazione del Popolo come fortezza e arsenale per resistere ai nobili della città; divenne, in seguito, dimora per i Capitani del Popolo (Podestà) alla guida della Fazione. Nel tempo, la struttura venne adibita ad altre funzioni: dal 1574, infatti, fu affidata al Capitano di Giustizia o Bargello (da cui l'attuale nome del museo) che la trasformò in prigione. Come museo nacque nel 1865. L'ingresso, dalla torre angolare su via del Proconsolo, immette nel Cortile medievale, primo angolo di interesse artistico ed architettonico. Sulla parete di accesso al primo piano si notano gli stemmi dei Podestà succedutisi alla guida della Fazione del Popolo. Nel centro, oggi occupato da un pozzo, un tempo aveva sede il patibolo. Dal cortile si accede alla prima sala dedicata ai capolavori realizzati dai maestri fiorentini come l'esempio del Tondo Pitti o del Bacco di Michelangelo o il Mercurio e la Firenze vittoriosa su Pisa del Gianbologna. Dopo le meravigliose sculture di questa prima sala, dalla scala del cortile si accede al primo piano. La prima è la Sala degli Avori che accoglie i pezzi in avorio della collezione Carrand: 265 pezzi databili tra il V e il XVII sec. tra dittici, formelle, cofanetti e valve in tema sacro e pagano. Si passa poi alla seconda sala, il vero Forziere del Bargello: una raccolta di lavorati preziosi provenienti dalla collezione Carrand. Sul lato destro si trova l'ingresso alla Cappella di Maria Maddalena e Sagrestia, ambiente destinato ai condannati a morte in attesa di supplizio. Di grande valore gli affreschi della scuola di Giotto che impreziosiscono la sala. Dal Forziere della collezione Carrand si accede alla Sala Islamica che ospita una raccolta di tappeti ed oggetti orientali. La successiva è la sala del Consiglio: fulcro dell'attività municipale della città per circa quarant'anni dopo che vi si insediò il Consiglio della Repubblica di Firenze, oggi ospita le sculture degli artisti che popolarono la Firenze quattrocentesca. Successivamente troviamo la Sala delle Maioliche che, dal 1888, ospita esemplari delle botteghe di Urbino, Siena, Orvieto e Firenze. Al secondo piano, la prima sala è dedicata a Giovanni della Robbia: ospita sculture in terracotta e una preziosa collezione di medaglie donate dai Duchi di Firenze. Si passa poi alla Sala delle Armi, una ricca selezione di armi per l'attacco e la difesa di origine medievale. Seguono la Sala intitolata ad Andrea della Robbia, la Sala dei Bronzetti, la Sala del Verrocchio e, infine, ma non meno prezioso il famosissimo Medagliere di Firenze, ricca collezione di medaglie che nell'epoca rinascimentale furono monete commemorative di edifici, accadimenti e personaggi dell'epoca rinascimentale. La storia della città e dell'epoca, ben raccontata ed espressa attraverso le opere del Museo del Bargello spinge il visitatore ad una visione di insieme verso il Rinascimento che ha reso Firenze una delle capitali dell'arte.

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